Home > Incontrarsi > Donne al mondo, donne dal mondo > L’accoglienza dei bambini e delle bambine saharawi

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Ci siamo avvicinate alla storia del popolo saharawi alcuni anni fa quando una giovane ragazza saharawi, che ha vissuto per circa un anno a Sesto, ha partecipato ad uno spazio dell’associazione rivolto alle giovani.  La figura della donna saharawi ci ha colpito per la straordinaria capacità e il coraggio dimostrati negli oltre trent’anni di vita nel deserto.  Sono le donne infatti a sostenere l’organizzazione sociale, gestendo in prima persona la struttura amministrativa, l’educazione, la scuola e la vita quotidiana nei campi profughi in Algeria.

Nel 2005 alcune di noi sono andate a Bibbona ad incontrare i ragazzi saharawi che il Comune di Sesto ospitava da alcuni anni, durante il periodo estivo, nella sua colonia.

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Dal 2008, nel mese di luglio, vengono ospitati nella nostra città un gruppo di giovani Saharawi, insieme ai loro accompagnatori. Accoglierli significa sottrarli al caldo terribile dei mesi estivi nel deserto, godere di un’alimentazione più sana e dei controlli sanitari indispensabili, fare e far fare un’esperienza ricca e varia a loro e alla nostra città, attraverso il coinvolgimento di tante associazioni e  di tanti volontari e volontarie che si rendono diponibili, con il coordinamento dell’Amministrazione comunale.

Sono chiamati “piccoli ambasciatori di pace” perchè la loro presenza vuole essere anche testimonianza politica, quella  di un popolo che dal 1975 è costretto a vivere nei campi profughi del deserto del Tindouf, in una situazione che si fa ogni giorno più drammatica.

Ecco il racconto dell’accoglienza del 2010

LA STORIA

Il popolo Sahrawi del Sahara Occidentale è di origine araba e religione islamica. La sua cultura mescola tratti arabi, africani e berberi.

L’area del Sahara Occidentale subì, come tutta l’Africa, la colonizzazione europea. L’occupazione spagnola si protrasse fino al 1975, anno in cui la Spagna passò tristemente il testimone a Marocco e Mauritania. Dal 1975 si rafforzò dunque la lotta a opera del Polisario (Fronte di Liberazione) contro i nuovi invasori e per il diritto del popolo Saharawi all’autodeterminazione e all’indipendenza.
Nel 1976 il Polisario proclamò la nascita e l’indipendenza della RASD – Repubblica Araba Sahrawi Democratica. Nel 1979 la Mauritania firmò un accordo di pace con il Fronte di Liberazione riconoscendo la RASD. Il Marocco invece rafforzò i propri sforzi bellici a danno della popolazione Saharawi.
Nel 1991 l’ONU elaborò un piano di pace che prevedeva un referendum affinché la popolazione del Sahara Occidentale potesse autonomamente decidere tra l’indipendenza e l’integrazione con il Regno del Marocco. Il referendum però da allora è bloccato a causa degli ostacoli posti dal Marocco.

La popolazione Sahrawi rimasta nei territori originari subisce l’occupazione marocchina. Buona parte del popolo Saharawi vive dal 1975 in campi profughi nel deserto del Tindouf, nel territorio dell’Hammada nell’Algeria sudoccidentale, dove si è dato un’autonoma organizzazione politica e amministrativa. I campi sono gestiti  in gran parte dalle donne che hanno assunto ruoli di responsabilità. All’interno dei campi due organismi hanno grande rilievo: il Congresso delle Donne e la Gioventù Sahrawi. Quest’ultima organizza le vacanze estive dei ragazzi in Europa.

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